
Una cambiale sbagliata non è solo un titolo compilato male.
Ne vanno di mezzo il suo valore legale, il tuo lavoro e il tempo per rimediare, e può aprire contestazioni serie. Dodici, ventiquattro, trentasei rate: cambiali tutte uguali tranne la data. È lì che si sbaglia.
Le ricopi a mano, una per una.
Stesso nome, stesso indirizzo, stessa banca, a ogni rata. Tempo che nessuno ti paga.
Basta un attimo di distrazione.
Una cifra invertita, l'importo in lettere che non torna, una scadenza al 31 in un mese che ne ha 30.
E l'errore costa caro.
Se cifre e lettere non coincidono, per legge vale l'importo scritto in lettere. E una cambiale compilata male può perdere la forza di titolo esecutivo: per incassare, invece di andare dritto al pignoramento, bisogna passare dal giudice.
Word con le macro, il foglio Excel, la macchina da scrivere: nessuno di questi sa com'è fatta una cambiale.
Scrivi una volta, stampi tutto il piano.
Debitore e banca li scrivi una volta sola e valgono per tutte le rate. Anche 120 cambiali, anche a mesi alterni o trimestrali.
Cifre e lettere sempre uguali.
L'importo in lettere lo scrive Effetto, dalla cifra che hai messo tu: non possono non coincidere. Le scadenze le calcola lui: se la prima cade il 31, la rata di febbraio cade il 28.
Ti ferma prima del modulo.
Se il codice fiscale non torna, se all'ABI manca una cifra o la provincia non esiste, te lo dice prima di stampare, tutto in una volta.
Ritrovi ogni piano.
Ogni piano resta in archivio con le sue cambiali: segni quelle pagate e quelle insolute, e se serve lo ristampi senza riscrivere niente.
Nato sul campo
Effetto è scritto per chi prepara piani di rientro ogni giorno. Le posizioni dei dati sul modulo sono controllate su cambiali stampate davvero, al decimo di millimetro.




